Baronissi è situata al centro della Valle
dell’Irno e dista da Salerno circa nove chilometri.
La Valle dell’Irno ha una storia antichissima,
essa ha ospitato diverse civiltà che si sono
sovrapposte lungo il corso del fiume.
Reperti archeologici tosco-sanniti, lucani, greci
ed etruschi sono stati rinvenuti in diversi luoghi,
alcune tombe del IV-III secolo a. C. vennero rinvenute
ad Acquamela nel 1968 ed avevano come corredo funerario
delle suppellettili fittili “con decorazione
stilizzata policroma e rappresentazioni di uomini
nudi in grazioso movimento di danza”.
Altre sepolture risalenti al I secolo dopo Cristo
apparvero negli anni Sessanta durante gli scavi
per la rete idrica e fognaria nel corso principale
di Baronissi nei pressi della cappella di s. Maria
di Costantinopoli che fecero sospettare l’esistenza
di un antico camposanto.
Il complesso archeologo più importante del
Comune è certamente quello di Sava. Si tratta
di un piano inferiore di una villa romana del I
secolo d. C. sul quale venne in seguito costruita
la chiesa parrocchiale di s. Agnese.
Nei tempi antichissimi la Valle ebbe una funzione
di raccordo tra l’entroterra e il mare con
intensi traffici civili e militari.
La fondazione di Baronissi e dell’altro
importante villaggio di Saragnano si fa risalire
all’Alto Medioevo allorquando alcuni abitanti
di Salerno ripararono nelle nostre terre per sfuggire
alle incursione dei Turchi.
Qui vennero fondate delle “Case” che
presero l’appellativo dalle famiglie dominanti:
Casa Napoli, Casa Mari, Casa Farina, Casa Barone
e Casa Siniscalco.
Il più antico documento in cui si nomina
il casale di Saragnano si trova nel Codice Diplomatico
Cavense e risale all’anno 982, esso tratta
di una lite circa la divisione del monte Diecimari
e viene citato un territorio arbustato e vitato
i cui confini sono limitati “da uno lato
et uno capite fine bia que deducit ad fine de
saranianisi”.
Saragnano nel Medioevo fu il centro politico-amministrativo
degli altri paesi vicini, compreso Baronissi,
essendo stato elevato ad Universitas hominum (Comune)
nel secolo XII.
I confini di questa entità amministrativa
coincidevano quasi esattamente con il distretto
della chiesa parrocchiale del SS. Salvatore.
In questo luogo sacro si riuniva l’antico
decurionato “convocato al suono della campana
grande”.
Ai principi del XV secolo l’ Università
di Saragnano era infeudata alla nobile famiglia
omonima salernitana.
Nel 1412 Ladislao, re di Napoli, liberò,
a richiesta della madre Margherita di Durazzo
due tenute di cui una a Saragnano, della quale
era barone Francesco Saragnano, e l’altra
di S. Giorgio, la detta regina donò il
feudo e il casale di Saragnano alla cappella di
s. Giovanni Battista posta nella cattedrale di
Salerno.
In seguito i due territori furono affidati ad
un unico signore, nel 1540, infatti, Tommaso Villano
era barone di Saragnano e di S. Giorgio.
Alla fine del 600 il barone Antonio de Santis,
originario di S. Giorgio, lasciò il feudo
alle sue tre figlie, Maddalena, Teresa ed Orsola.
Nel 1740 i cittadini di Saragnano e Baronissi
si riunirono in pubblico parlamento e decisero
di cambiare la denominazione dell’Università
aggiungendo al nome di Saragnano quello di Baronissi
nonché di solvere i pesi alla Real Camera
della Sommaria attraverso il percettore regio.
Una richiesta di autonomia fiscale era già
stata inoltrata al re di Napoli nell’anno
1554.
La Real Camera della Sommaria il 21/7/1741 diede
il suo beneplacito.
Fu steso un nuovo statuto nel quale fu prevista
l’elezione di un solo sindaco. Vennero eletti
venti deputati cittadini, dieci di Saragnano e
dieci di Baronissi con il compito di trattare
questioni di carattere generale.
L’antica Università di Saragnano
rimase in attività fino al 1806. In quell’anno
il re Giuseppe Napoleone abolì le Università
riunendole in Comuni. Venne ordinato che i casali
di Caprecano, Fusara, Sava, Antessano, Aiello,
Orignano ed Acquamela dovevano essere aggregati
al nuovo comune di Baronissi. |